La Placentite nella cavalla - Cause, Diagnosi e Trattamento

April 11, 2014

Posted by SBSI in Gestione Della Fattrice

La Placentite, un'infiammazione della placenta di solito causata da un agente infettivo, è risultata una delle principali cause di perdita riproduttiva nel settore dell’allevamento equino. Questo ha un grande impatto economico ed emotivo quando la gravidanza progredisce fino vicino al termine, ma finisce purtroppo in aborto o la nascita di un puledro piccolo e disvitale. La placenta è composta dal sacco amniotico che circonda il feto, e il corio-allantoide che si connette all’ endometrio della cavalla. Queste strutture proteggono il feto e forniscono lo scambio di ossigeno e sostanze nutritive consentendo al puledro di crescere. Quando si verifica la placentite di solito colpisce il chorioallantoide compromettendo il puledro perché c'è una perdita di connessione tra la placenta e l'endometrio o la presenza di infezione e infiammazione.

Cause

La Placentite è più frequentemente causata da batteri. Questi organismi penetrano a contatto con la placenta e potenzialmente con il feto attraverso tre meccanismi caratteristici.

Placentitis_Fig 1 Infezione ascendente: Questa si verifica quando l'agente patogeno oltrepassa le labbra vulvari e lo sfintere vestibolo- vaginale (imene) ed attraversa la cervice. I batteri procedono a distruggere i microvilli che impediscono lo scambio di ossigeno e di nutrienti in quell’area. La lesione ed i batteri si diffondono dalla regione della stella cervicale spostandosi cranialmente al corpo dell'utero e verso il feto. Una chiara linea di demarcazione si può vedere dove si affiancano aree avillose e villose (foto a sinistra; placentite ascendente diffusasi dalla stella cervicale). L'aborto è dovuto alla morte del feto per setticemia, insufficienza placentare (mancanza di nutrienti e di scambio di ossigeno) o il processo infiammatorio che causa contrazioni uterine. I patogeni più comuni di placentite ascendente includono Streptococcus spp, Escherichia coli, Pseudomonas spp., Klebsiella spp., Staphylococcus spp, ed il fungo Aspergillus. La differenziazione tra lesioni batteriche e fungine non è possibile mediante la sola osservazione visiva della placenta.

Infezione ematogena: Si verifica quando una cavalla è malata a livello sistemico o setticemica ed i microrganismi si replicano all'interno del sistema vascolare dell'utero/placenta e del feto. Leptospirosi spp., Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa, Staphylococcus, Streptococcus e Salmonella abortus equi sono batteri che possono entrare attraverso questo sistema.

Placentitis_Fig 3 L'ultimo meccanismo non è identificato ed è stato attribuito ad un bacillo gram–positivo ramificato e descritto come un placentite mucoide o Nocardioforme. Crossiella spp equi., E Amycolatopsis spp., sono i due organismi più comuni individuati che producono le caratteristiche lesioni. Essi producono una vasta e grave placentite essudativa concentrata nella parte più ventrale dell'utero, a livello del corpo e delle corna piuttosto che della stella cervicale (foto a destra; placentite Nocardioforme con essudato mucoide e zona avillosa alla biforcazione dell'utero). Questo muco appiccicoso e marrone ricopre una zona avillosa ben definita della placenta. Tamponi ottenuti di questi batteri a crescita lenta dovrebbero essere tenuti in incubazione per almeno 72 ore per fornire il tempo sufficiente alla crescita. Purtroppo, come questi organismi riescano ad accedere all’ utero ed alla placenta non è noto. Una teoria è che essi entrano nell'utero quando la cavalla è in estro forse al momento della inseminazione. Tuttavia, un questionario lanciato dal Gluck Equine Center dell’ Università del Kentucky, agli allevamenti colpiti durante la stagione di monta del 1999 ha rivelato che non è possibile identificare alcun fattore predisponente. Studi condotti dal Gluck Equine Center dell’ Università del Kentucky in cui i batteri Nocardioformi sono stati somministrati per via orale, endovenosa, intranasale e intrauterine erano in grado di replicare la malattia. Pertanto, sono necessarie ulteriori ricerche per chiarire questo meccanismo.

Diagnosi

Placentitis_Fig 4 I segni clinici di placentite comprendono perdite vaginali e lattazione precoce. Infezioni ascendenti possono mostrare uno o entrambi questi segni mentre le inezioni ematogena e mucoide di solito mostrano solo lattazione precoce. Una diagnosi di solito può essere effettuata mediante ecografia trans-rettale e/o trans-addominale in combinazione con un tampone se è presente scolo vulvare. La cultura può identificare l’agente infettivo e fornire la sensibilità agli antibiotici per aiutare nella scelta del trattamento. Le misurazioni dei progestinici e degli estrogeni totali materni possono contribuire a determinare e il benessere della placenta e del feto.

LA valutazione ecografica trans-rettale del tratto riproduttivo caudale è diventato uno strumento diagnostico di routine per placentite. Renaudin e collaboratori hanno sviluppato la tecnica per la valutazione dello spessore combinato di utero e placenta (CUPT) e stabilito valori normali in cavalle durante la gestazione. Misurazioni significative possono essere effettuate da uno a due centimetri ventralamente e cranialmente alla stella cervicale (foto a sinistra; misura dello spessore uteroplacentare combinata (CUPT) a stella cervicale utilizzando l’ecografia transrettale). Dal momento che le infezioni ascendenti sono quelle più comuni e originano dalla stella cervicale, si giustifica l'esame ecografico di questa zona.

Placentitis_Fig 5 L'ecografia transaddominale è un aiuto estremamente utile nella valutazione della vitalità del feto e delle anomalie della placenta. Sebbene un ispessimento placentare è difficile da interpretare con certezza per via trans-addominale a causa dello stiramento e contrattura delle diverse regioni dell’ utero gravido, la separazione del chorioallantoide dall’ endometrio e la presenza di essudato come visto in caso di placentite mucoide o ematogena possono essere identificati (foto destra, ecografia transaddominale che rivela distacco della placenta dall'utero, con essudato). Volume ed ecogenicità dei fluidi fetali possono essere valutate così come frequenza cardiaca fetale, il tono, l'attività e le dimensioni.

Trattamento

Perchè la gravidanza venga mantenuta il feto si deve sviluppare in un ambiente tranquillo, privo di infezione e infiammazione con la placenta in grado di fornire un adeguato flusso di sangue per la nutrizione e lo scambio di gas. Sebbene sia l'infezione batterica ad avviare la patologia, in base ad un recente lavoro da un modello sperimentale di placentite ascendente effettuato in cavalle pony, il parto prematuro può verificarsi secondariamente ad infiammazione del corion piuttosto che come conseguenza di infezione fetale. Con placentite Nocardioforme sembra, tuttavia, che la separazione/rottura della placenta a causa della essudato mucoide provoca insufficienza placentare che porta alla compromissione fetale. Pertanto, le terapie sono dirette a risolvere l’ infezione microbica, riducendo l'infiammazione e le contrazioni uterine. Il trattamento sistemico può includere antibiotici, progestinici esogeni, antinfiammatori, agenti tocolitici (per diminuire le contrazioni uterine) e farmaci che migliorano la perfusione uterina.

In fattrici che sono considerate ad alto rischio (quelle che hanno una storia di precedente compromissione feto-placentare, incompetenza/lacerazioni cervicali, malattia cronica, la vecchiaia, scarsa conformazione del tratto riproduttivo), valutazioni ecografiche placentari di routine, in associazione con le valutazioni della vitalità fetale e valutazioni ormonali seriali, consentono la individuazione precoce dei problemi placentari e fetali. Queste misure preventive in combinazione consentono l'identificazione e il trattamento di un problema precocemente nel corso dell'infezione, offrendo l'opportunità della nascita di un puledro sano. Purtroppo, i protocolli terapeutici sono ancora in gran parte derivanti da estrapolazioni dalla letteratura umana, l ricerche su cavalle non gravide e impressioni cliniche. Gli studi futuri si spera identifichino marcatori di infezione e infiammazione caratteristici per placentite così che il trattamento possa essere iniziato in anticipo.


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